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Un sabato sera diverso

Si esce in vicolo della Ratta, la rappresentazione è appena terminata e si crea quell’atmosfera indefinibile, tipica fra gli spettatori di un piccolo teatro come il Civico14. Persone perfettamente sconosciute, sino a qualche frazione di ora prima, diventano improvvisamente complici, accomunate dall’esperienza vissuta, fatta spesso di emozioni intime come quelle date dallo spettacolo di stasera: “Birre e Rivelazioni” atto unico in Otto Birre.

Gli sguardi che si incrociano sembrano parlarsi, scambiarsi sensazioni su quanto appena visto, qualcuno lo fa canonicamente, dialogando con la propria compagnia. E’ un momento da assaporare, introspettivo e pubblico, lo spettacolo dopo lo spettacolo, oltre quest’ultimo, dove ognuno lascia spazio ai messaggi trasmessi facendoli entrare nelle proprie emozioni, traendone la propria esperienza.

Assorbita da questo pensiero, osservando l’esterno dalla mia consueta nuvola di fumo post-teatro, scorgo Laura. La individuo subito per l’intenso color cremisi dei capelli, mentre, assorta, riguarda il cartello sulla porta; conosciuta poche settimane prima mentre, con un banchetto, raccoglieva firme con l’Associazione LGBT RAIN di Caserta, attivamente impegnata a richiedere l’istituzione al Comune dei Registri Amministrativi per le Unioni Civili. Immediatamente penso a quanto possano essere state reali per lei quelle “Otto Birre” rappresentate, la raggiungo, parliamo un po’, le scatto un paio di foto.

Tony Laudadio, affiancato in questa rappresentazione da Andrea Renzi, tra una birra e l’altra, ha narrato la difficoltà a fare outing di un adolescente, della sua confusione, del muro che queste sensazioni segrete sollevano nel rapporto con il padre, della difficoltà a vedere e ad accettare la realtà da parte di quest’ultimo. In un crescendo che da scherzoso arriva a toccare i toni più dolorosi, ogni birra consumata termina con una nuova, inaspettata, visuale sull’adorato figlio, questo personaggio che mai appare sulla scena ma che si delinea di birra in birra. Un padre che, dapprima, prende atto che il suo ragazzo ha cercato in un professore il confidente che non ha trovato in lui, pian piano deve trovare la forza di superare i suoi preconcetti, le aspettative sul figlio, ed internalizzare che questo abbia dubbi sulla propria identità sessuale. Non mancano momenti ironici, scherzosi ma, sottile, l’amarezza aleggia sempre su di un tema ancora oggi irrisolto, attuale, carico di tabù che, sapientemente, vengono messi in risalto dall’atteggiamento di quello che potrebbe essere un qualunque genitore che, all’apprendere della notizia, non riesce a vedere che un “grosso problema”, in primis per se stesso, anziché alla felicità del proprio figlio.

Commentando quanto appena visto Laura mi racconta della costituzione dell’Associazione LGBT, poco più di un anno fa, in una città ancora troppo borghese per superare convenzioni e luoghi comuni, di quanto lo spettacolo abbia rappresentato uno spaccato reale, dei tanti amici del gruppo che tutt’oggi hanno difficoltà a fare outing perché verrebbero buttati fuori di casa. Scherza, ma neanche troppo, quando candidamente afferma di essere l’unica nell’Associazione a rappresentare due lettere dell’acronimo: B. e T. “Ad avercelo avuto un professore così aperto, ai tempi della scuola, con cui poter parlare” mi dice; inutile aggiungere altro.

Tony L. dopo essersi velocemente riordinato, a seguito dello spettacolo, ci raggiunge. L’emozione è ancora percepibile, ma riesco a farmi raccontare il come e il perché delle Otto Birre. Mi parla della ricerca di un titolo che alleggerisse un tema così impegnativo, dell’idea che pian piano ha preso forma dando vita al suo lavoro, della scelta di non risultare melenso in quella che, alla fine, seppur con dolore e crudezza, si rivela una storia di sentimenti veri, di come questi devono trovare la forza di venir fuori e resistere anche nei momenti più duri. Secondo noi ci è riuscito. Tony L. e Andrea R. ci hanno emozionato, ci hanno fatto sorridere dei nostri stereotipi, dei preconcetti, ci hanno fatto riflettere portando allo scoperto aspetti non comunemente affrontati dell’omosessualità, dando luce ad angoli bui, rivelandone solitudine ed inquietudini, con intelligenza ed intensità.

Lucia Dello Iacovo
Laureata in Economia del Turismo per i Beni Culturali alla Seconda Università di Napoli nel 2009, appassionata di musica e di tutto ciò che è arte. Ama la lettura e la scrittura, si definisce una penna “immatura” ma leggera e spiritosa. Attualmente è parte della redazione di una piccola testata giornalistica online, differentemente.info.

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