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LOVE BOMBING: EFFETTO NEST

Cari amici del Civico 14, “Love Bombing” è davvero un bel pugno nello stomaco. Dall’istante in cui si sono spente le luci sabato sera, sono stata catapultata in uno scenario apocalittico:
5 persone chiuse in un bunker, mentre fuori c’è morte e distruzione ovunque.
Eh si ! Il regista Giuseppe Miale di Mauro, prendendo spunto da una tematica attuale ha ipotizzato uno sterminio di massa tra l’occidente e l’ISIS. La supremazia dell’ISIS impera e coloro che non sono musulmani sono uccisi senza nessuna pietà. Così queste 5 persone nascoste alternano momenti di sconforto a puro terrore passando dalla speranza alla pura follia. Saranno le luci, la scenografia surreale, le musiche ben scelte, come the sound of silence, il linguaggio serrato e crudo e la maestria degli attori, ma si assiste ad una escalation di emozioni che pescano dentro l’animo dello spettatore e lo portano a meditare sul senso della vita e della morte, sulla crudeltà della guerra, sul rispetto dell’altro.

La coabitazione forzata porta i personaggi a scoprirsi, a mettersi a nudo. Ormai sono rimasti soli e scandagliano la loro vita, quando erano fuori, quando erano altro. Ma il climax si raggiunge nel momento in cui uno di loro cattura il nemico: un mujaheddin. I sentimenti diventano contrastanti: chi ha paura, chi lo vorrebbe torturare, chi invece vuole semplicemente conoscerlo e ascoltare le sue ragioni. Infondo è un essere umano, come i 5 sopravvissuti.

Ma la guerra li ha cambiati. La guerra è fuori ma è anche dentro quel microcosmo dove la lotta per la sopravvivenza è ardua, dove non c’è più un briciolo di umanità, dove non esiste distinzione tra bene e male, dove si è persa la ragione. Si può solo scegliere se vivere o morire, se essere carnefici o vittime, se rimanere umani o regredire a uno stadio animalesco. Tutti credono di essere nella ragione ma sono figli di uno stesso inganno: il mujaheddin si è sporcato le mani di sangue, battendosi in nome del corano 2.0, mentre i 5 credendo di essere vivi hanno perso la loro identità umana.

Bravissimi dunque tutti gli attori del collettivo NEST, che grazie ad un teatro “di frontiera” offrono spunti di riflessione il cui ‘effetto’ dura oltre il mero spettacolo.

Tiziana Lupoli
Sono molto contenta che ripetiate il progetto ” penna civica” perchè per me è stata davvero un ‘ esperienza fuori dal comune grazie alla quale ho capito cosa significa condividere una passione,la passione per il teatro. Mi sono arricchita umanamente perchè andare a teatro fa anche questo. Sono riuscita addirittura a coinvolgere mio figlio di 11 anni come spettatore. Dall’ anno scorso ad oggi ho un anno in più, per fortuna ho un lavoro, che è sopratutto un osservatorio speciale del genere umano. Che dire di più? Vorrei avere la possibllità di dare un contributo al blog del civico, ne sarei emtusiasta.

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