nessunosito

Non devi essere per forza un benzinaio per fare il benzinaio

Sabato 15 ottobre 2016, nel nuovissimo Spazio X di Caserta, è andato in scena il primo spettacolo della nuova stagione “Nessuno può tenere Baby in un angolo”, scritto da Simone Amendola e interpretato da Valerio Malorni. Il titolo ricorda la battuta più famosa del film “Dirty Dancing” del 1987; una frase che milioni di donne vorrebbero sentirsi dire da qualcuno che le salvi da un “angolo” metafora appunto di una vita senza emozioni. Invece nel monologo ben scritto e interpretato magistralmente, il protagonista Luciano Schiamone non è un eroe, né il belloccio di turno. Non è per niente interessante, è uno comune che fa un lavoro comune: il benzinaio. A dire il vero non ha scelto il suo lavoro, né di trovarsi ogni mattina al distributore sempre alla stessa ora, con la stessa tuta, con la stessa noia di chi ha sempre pensato “che non devi essere per forza un benzinaio per fare il benzinaio”. Improvvisamente viene accusato dell’omicidio di una donna. Non ha un alibi, forse la conosce, forse no. Il racconto si snoda in tre momenti in cui Luciano cerca di costruire una verità: non quella manipolata dagli inquirenti o quella inascoltata da un avvocato- fantoccio ma la sua; il mistero della donna uccisa gli fa prendere coscienza della sua vita scandita da ritmi sempre uguali. Apre gli occhi e si interroga. Il quadro che ne viene fuori è allarmante. Luciano o Lucio come lo conoscono è un uomo solo, che non riesce a relazionarsi con gli altri, che si trascina da troppo tempo in un’esistenza monotona senza grandi colpi di scena, che non è capace di amare una donna, che non vive, sopravvive. Ha la possibilità di salvarsi, di guardare in faccia la realtà e di diventare finalmente un uomo. Riuscirà ad afferrare questa occasione?

Tiziana Lupoli
Sono molto contenta che ripetiate il progetto ” penna civica” perchè per me è stata davvero un ‘ esperienza fuori dal comune grazie alla quale ho capito cosa significa condividere una passione,la passione per il teatro. Mi sono arricchita umanamente perchè andare a teatro fa anche questo. Sono riuscita addirittura a coinvolgere mio figlio di 11 anni come spettatore. Dall’ anno scorso ad oggi ho un anno in più, per fortuna ho un lavoro, che è sopratutto un osservatorio speciale del genere umano. Che dire di più? Vorrei avere la possibllità di dare un contributo al blog del civico, ne sarei emtusiasta.